Angera Museo Diffuso

Scopri tutte le 50 tappe

Lo sapevi che il territorio di Angera ospita decine di monumenti storico-artistici, ambienti incontaminati e protetti, passeggiate, spiagge, musei e scorci romantici? 
Se provassi a contare quelli che conosci, che numero raggiungeresti? La Rocca e il Santuario della Riva, il Museo Archeologico e l’Oasi, la spiaggia e San Quirico, e poi?
Ad oggi sono ben 50 i monumenti storici, artistici e paesaggistici che danno vita al Museo Diffuso di Angera.
Le sale di questo Museo sono a cielo aperto, tra borgo, periferia e frazioni, attraversate da antiche strade, in mezzo al placido golfo, sottoterra, dietro un portone, tra boschi ombrosi e fertili colline.
Le didascalie che descrivono le opere d’arte create dalla natura nel corso di innumerevoli millenni o dall’ingegno dell’uomo attraverso i secoli, sono costituite da grandi cartelli in italiano e in inglese, collocati in prossimità di ogni monumento.
Potrai scegliere il percorso storico artistico che preferisci a piedi o in bicicletta alla scoperta dei principali monumenti del centro storico per raggiungere i principali monumenti di Angera.
Nella mappa puoi trovare una descrizione sintetica e cliccando sulle foto per gli approfondimenti.

Lascia l'auto e inizia il percorso aiutandoti se preferisci con la mappa cartacea che trovi al Museo Archeologico e all'Infopoint o che puoi scaricare dal sito.

Mappa Interattiva

Mappa

Palazzo del Pretorio - Civico Museo Archeologico

Il Palazzo del Pretorio è un edificio quattrocentesco al quale si accede da Via Marconi attraverso un portale ad arco acuto in pietra d’Angera. 

Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta

L’edificio sorse sulla necropoli paleocristiana. E’ attestato a partire dal XIV secolo ed è stato arricchito da pregevoli arredi e affreschi nel corso dei secoli successivi.

Chiesa di Sant'Alessandro, Sisinnio e Martirio

La chiesa è dedicata a Sisinnio, Martirio e Alessandro chierici e martiri provenienti dalla Cappadocia inviati dal vescovo di Milano Ambrogio alla fine del IV secolo ad evangelizzare la Val di Non, in Trentino.

Ex Convento e Porta di Santa Caterina

L’Ex convento di Santa Caterina Martire e Vergine sorse nel XIV secolo come ospedale annesso alla chiesa omonima. Oggi rimangono solo le linee architettoniche esterne e qualche testimonianza all’interno, benché l’edificio sia ora adibito ad abitazioni private.

Via Mario Greppi

Dall’antico Pasqué, l’attuale Piazza Parrocchiale, s’imbocca la “Strada di mezzo”, già via Vittorio Emanuele II, oggi intitolata a Mario Greppi, martire della liberazione fucilato nel 1945.
La via corre in parallelo al lungolago, attraversa il nucleo storico del borgo e corrisponde all’antica Mediolanum Verbannus, la strada che univa Milano e il lago in epoca romana.

Società Anonnima Maglificio Angerese

L'edificio che si affaccia sulla prima piazzetta lungo la via Greppi, fu sede della Società Anonima Maglificio Angerese, fondata nel 1894 da Teresina Piona e Amalia Forni, procurò lavoro a centinaia di operai, soprattutto donne, e costituì una risorsa economica importante per gli abitanti del paese.

I Barbacani

A nord di via Achille Piazzi, dedicata al giovane partigiano fucilato nel 1944, si trova il tratto di un possente muro in pietra, che i locali chiamano Barbacani. Con tale termine si intende una struttura difensiva medioevale,che serviva come opera di sostegno di una cinta muraria.

Casa Forni

A metà di via Greppi, venendo da Piazza Parrocchiale, si giunge a un altro spiazzo,  su cui si affacciano edifici di origine medioevale e una banca. Nei pressi, sul lato nord si trova Casa Forni.
L'edificio è riconoscibile grazie agli affreschi cinquecenteschi che decorano una delle finestre della facciata, recentemente restaurata.

Convento di Santa Teresa

Sulla sinistra di via Greppi, all’angolo con via Cavour, un tempo Contrada delle Monache, ci s’imbatte nei resti dell’antico convento di Santa Teresa, oggi destinato ad abitazioni ed esercizi commerciali.
La struttura architettonica è ben visibile dall’alto, dal loggiato panoramico della Rocca.

Il Carrobbio - Villa Palletta, Scavarda, Bordini

Via Mario Greppi all’incrocio con via Rocca prende il nome di Carrobbio: il termine, tipico della cultura lombarda, deriva dal latino quadrivium, che significa “quadrivio” o “crocicchio”. Nell’Ottocento, qui risiedevano i contadini che lavoravano per i signori Palletta, che furono proprietari dell’elegante villa che s’incontra al numero 110 di via Greppi.

Chiesa di San Vittore

Prima di raggiungere il lago, via Mario Greppi tocca l’antica contrada detta da Muu o dell’Amore, quartiere che in passato fu residenza dei pescatori angeresi. Oggi la via è dedicata al giovane partigiano  Arturo Merzagora, fucilato nel 1944. Al civico 1, si riconosce ancora oggi la facciata dell'antica chiesa di San Vittore. 

Casa Greppi

Dopo aver incrociato via Merzagora, l'antica Via di Mezzo prende il nome di Via Carlo Ondoli in memoria del primo ospedale angerese realizzato nell’abitazione donata, appunto, da Carlo Ondoli nel 1879.
Sulla stessa via si apre l'ingresso per carrozze di Villa Greppi. 

La Cava

Il lato occidentale della Rocca di Angera è stato utilizzato fin dall'epoca romana come cava per l'estrazione di pietra d'Angera. Si tratta di una roccia sedimentaria a composizione dolomitica utilizzata già 2.000 anni fa ad esempio nel Teatro Romano di Milano. 

Le spiagge balneabili

Negli ultimi anni le acque di Angera hanno sempre ricevuto la bandiera blu. Il borgo offre quindi a tutti due aree di spiaggia ove è possibile accedere agevolmente alla balneazione.

Monumento ai Caduti

Il monumento ai Caduti domina la sponda lacustre che si protende verso il lago: si tratta di un’opera in granito, che rappresenta un fante di vedetta. 

I Tigli dei Pescatori

La parte della Allea che dal Porto Austriaco giunge all'imbarcadero è arricchita da tigli ormai quasi secolari cui i pescatori di Angera erano soliti appendere le reti per farle asciugare al sole e per ripararle.

Santuario della Madonna dei Miracoli o della Riva

Nel 1657 alli 27 giugno seguì il miracolo di sudor sangue, che si vede dalla fronte della Beata Vergine, quale era sopra di un muro laterale della porta che serviva alla Casa Berna. Così, come si costuma di preferire, avevano fatta la ghirlanda di fiori alla suddetta effigie le diverse donzelle di Angera.

Porto Austriaco

Da più di 2.000 anni Angera deve il suo sviluppo al fatto di affacciarsi su un golfo naturale protetto dai venti grazie al colle della Rocca e alla collina di San Quirico. 

Isolino Partegora

L’Isolino Partegora, coperto solo da pioppi e circondato da canne palustri, sorge al centro del piccolo golfo, anticamente detto “gora”. Un tempo era chiamato Isolino Crivelli dal nome dell’allora proprietario, il conte Crivelli. Nel 1945 il Comm. Attilio Brovelli lo donò all’Amministrazione comunale in memoria dei figli caduti in guerra.

Palazzo Borromeo

Palazzo Borromeo è un edificio neoclassico di forme sobrie ed eleganti; il corpo centrale è arricchito da un timpano triangolare e al piano nobile corre una lunga balconata sorretta da teste di leone. Sulla facciata una lapide collocata nel 1882 dalla locale Società Operaia ricorda il soggiorno di Garibaldi in quella dimora tra il 15 e il 17 Giugno nel 1862. 

Allea

Il lungolago meridionale di Angera è frutto di un progetto ottocentesco. La riva fu riempita e vennero così creati i suggestivi pratoni che danno ad Angera un aspetto unico in tutto il Lago. Nel 1820 venne anche realizzato il viale pedonale che contava all'epoca tre file di ippocastani ridotte a due nel 1914 quando fu realizzata la linea tramviaria Angera-Varese, oggi dismessa.

Casa del Capitano

La palazzina che si trova al civico 8 di Via Visconti mostra ancora oggi un portale, ora murato, con arco in mattoni, sovrastato da uno scudo circolare con il biscione visconteo. A lato, sopravvive, una bella bifora il cui capitello è decorato con lo stemma dei Visconti fiancheggiato da due testine.

Palazzo Comunale

Il Palazzo Comunale fu costruito nel 1893 come edificio scolastico, dagli anni Sessanta ospita gli uffici comunali. La facciata conserva alcune delle più prestigiose memorie locali. Una lapide venne dedicata nel 1899 a Giuseppe Ferrari, politico e pensatore insigne, e a Felice Cavallotti, grande cittadino e difensore ardente della moralità politica.

Piazza Garibaldi

L’ampia area compresa tra la moderna fontana e il Santuario della Madonna della Riva ha avuto nei secoli diversi nomi. Nel 1770 è nota come Piazza del Lago; fu poi dedicata a Ferdinando I, con l’unità d’Italia è attesta come Piazza della Riva, Piazza del Lago o Piazza Stazzona; dal 1883 è intitolata a Giuseppe Garibaldi.

Villa Liberty

La villetta è uno degli esempi locali della architettura liberty che si diffuse nel varesotto a partire dall’inizio del Novecento. Notevoli elementi decorativi sono la torretta, le pitture floreali e gli affreschi delle sale interne.

Pozzo e strada e romana

Durante gli scavi effettuati nel 2005 nell'area dove sorgeva la Distilleria Rossi, tra Via Mazzini e Via San Martino, sono emersi importanti resti di età romana. E' stata rinvenuta la porzione di una strada del I secolo d. C., visibile accedendo ai garage della palazzina del civico 1a.

La Rocca di Angera

La Rocca di Angera si erge maestosa su uno sperone di roccia che domina la sponda meridionale del Lago Maggiore. In posizione strategica per il controllo dei traffici, fu proprietà della casata dei Visconti, originaria del Verbano, e nel 1449 fu acquistata dai Borromeo, cui ancor oggi appartiene. 

Strada Vecchia per Ranco

Un tempo la via carrabile che collegava Angera a Ranco non passava sul lungolago ma a una quota lievemente più alta. L'antica strada invita a una passeggiata fra cascine, boschi, vigne e ville con splendidi affacci sul lago.

Cascina Monastero

La Cascina Monastero deve il suo nome al progetto di una fondazione religiosa voluta dal Cardinale Federico Borromeo. Il 25 Luglio 1625 fu avviata la costruzione di un monastero per le Carmelitane Scalze, monache di clausura dedite principalmente alla preghiera contemplativa. 

Chiesa di San Quirico

La chiesa di San Quirico è posta in cima alla collina che porta il suo nome, ha origini molto antiche e il primo documento in cui compare risale ai primi anni del XIII secolo. La chiesa conobbe sicuramente più fasi costruttive, la parte più antica è costituita dall’abside e la struttura venne completata nei secoli successivi.

I Ronchi e Via Valcastellana

L'antica via Valcastellana conserva ancora oggi alcuni tratti di pavimentazione in ciottoli fluviali, la cosiddetta rizzata alla lombarda. Tale tecnica stradale in uso fin dall'epoca romana, rivela l'antichità di tale percorso che collega il borgo alle cascine della collina di San Quirico e alla zona dei Ronchi, le coltivazioni di viti a terrazzamento tipiche dell'area varesina.

Alla scoperta della Palude Bruschera

La zona umida della Bruschera, di circa 164 ettari, collocata sulle sponde lombarde del Lago Maggiore a sud dell’abitato di Angera, rappresenta uno degli ultimi lembi di foresta allagata della Lombardia, caratterizzata da un vasto bosco umido di Ontano Nero, un sistema di risorgive, prati, stagni e canneti insieme a boschi di querce in cui sono inseriti piccoli appezzamenti agricoli.

Cimitero Civico e Necropoli Romana

Le leggi napoleoniche e austriache che prevedevano lo spostamento dei cimiteri in aree esterne all’abitato furono messe in vigore dopo l’Unità d’Italia. I geometri e geologi del territorio scelsero di collocare in località Bocca dei Cavalli il Cimitero Civico di Angera che venne costruito nel 1877. 

Edificio rustico di età romana

Gli scavi condotti fra il 1981 e 1984 rivelarono che l’area era frequentata almeno dal I secolo d.C. e portarono alla luce un edificio rustico risalente al III secolo. La struttura prevedeva un’area abitativa e un’area produttiva in parte a cortile. 

Chiesa della Bruschera

La Chiesa della Sacra Famiglia, fu costruita nella frazione Bruschera di Angera nel 1952.

Piazza Matteotti - Frazione Capronno

La piazza racchiusa oggi da vecchi edifici a cortile rustico e case contadine, è il centro della piccola frazione di Capronno. La località era forse occupata da una villa rustica già di epoca romana come rivelano alcuni significativi rinvenimenti archeologici. 

Chiesa di Santa Maria Maddalena e Sant'Ambrogio - Capronno

La chiesa di Santa Maria Maddalena, a Capronno, sorge su un’altura che domina la piccola frazione.
L’attuale edificio ingloba una chiesa più antica intitolata a Santa Maria. La torre campanaria era incorporata nella facciata nel primitivo edificio, presenta una foggia romanica (XI secolo), ed è stata realizzata con materiali lapidari di recupero, tra cui il coperchio di un sarcofago romano.

Cappella di Sant'Ambrogio - Frazione Capronno

La Cappella di Sant’Ambrogio si trova a pochi metri dalla strada che da Capronno conduce a Cadrezzate e a Lentate. Il piccolo oratorio ha una pianta distinta in due ambienti separati da un ingresso con arco a tutto sesto: la piccola area absidale e il portico.

Il Castellaccio - Frazione Capronno

La sommità della collina che sovrasta Capronno è chiamata dai documenti antichi castello o castellaccio. La zona boschiva non presenta oggi tracce visibili, ma nel 1970, in occasione di uno scavo agricolo, emersero alcuni resti di costruzione, reperti ceramici e laterizi risalenti all’epoca romana e longobarda.

Chiesa dei Santi Cosma e Damiano - Frazione Barzola

Alla fine del XIII secolo è attestata una chiesa dedicata a San Quirico in località Barzora, si tratta forse della chiesa di Barzola nella Pieve di Angera che a partire dal XVI secolo è dedicata ai Santi Cosma e Damiano.

Causa Pia Carlo Ondoli

Ospedale per i poveri realizzato nel 1889 grazie al lascito della casa di Carlo Ondoli, imprenditore benemerito, e diretto da Luigi Pigorini, medico condotto. Nel 1914 l’ospedale venne trasferito nella sede attuale in Via Bordini e l’edificio divenne in seguito proprietà privata. 

Contrada d'Amore o Via da 'Muu

Antica via del quartiere dei pescatori, tradizionalmente detta Via da ‘Muu o dell’Amore, dove gli angeresi erano soliti scambiarsi promesse d’amore eterno. Contrada d'Amore o Via da ‘Muu è il nome con cui gli angeresi erano soliti chiamare la strada che unisce la sponda dei Tigli dei Pescatori con la Via Greppi e l’area dell’Ex chiesa di San Vittore

Il 13° Battaglione Cecoslovacco ad Angera

Angera ricorda i soldati cecoslovacchi che combatterono al fianco delle truppe italiane durante la Prima Guerra mondiale e che furono di stanza nella Corte dei Cardana. In via Paletta si apre la Corte dei Cardana, detta anche curt da bass  (cortile inferiore) per distinguerla dalla curt da sura (cortile superiore), situata nell’attuale via Mario Greppi.

Il Fanciullo di Angera

Riproduzione con la tecnica dei colori spray del dipinto di Caravaggio (1571-1610) Il fanciullo con canestra di frutta, realizzata dall’artista Andrea RAVO Mattoni in occasione del Settembre Angerese 2016, nell’ambito del suo progetto Una Pinacoteca a cielo aperto.

La croce di Prà di Oss

La Croce in ferro battuto venne eretta per ricordare i morti a seguito di epidemie, fino agli anni ’50 del Novecento passava di qui una processione e la Croce veniva infiorata e benedetta.

Il Lavatoio di Capronno

Il lavatoio ricorda le immani fatiche delle donne che fino agli anni ’60 del Novecento, lavavano i panni ai fiumi o ai lavatoi; in inverno, rompendo il ghiaccio, in estate con la scarsa acqua disponibile.

Cappella della Madonna dell'Uva

La Cappella sorge lungo la strada vecchia per Ranco, poco dopo l’incrocio con via Bologna, in una parte della città chiamata Altinada, nell’area un tempo occupata dalla chiesa di San Cassiano. La zona ha restituito importanti reperti archeologici, tra cui l’urna di Calventia Virilliena esposta nel Lapidario del Museo Archeologico, di Via Marconi 2 ad Angera.

Cappella di San Michele

La bella lastra marmorea, risalente probabilmente alla fin dell’Ottocento, mostra San Michele, alato, vestito con una corta tunichetta leggera e calzari a cavigliera che lasciano aperte le dita dei piedi; tiene saldamente fra le mani la lancia con la punta rivolta verso il basso, destinata a trafiggere il drago alato che l’arcangelo tiene fermo sotto il piede destro.

Cappella della Pace

Un’antica Cappella dedicata alla Beata Vergine della Pace è documentata in questo luogo fin dal 1579 e da qui passavano le processioni principali attestate nei Diari Capitolari, in particolare quelle che prevedevano un percorso da Angera a Ranco e ritorno, lungo le Vigane e la strada vecchia per Ranco. Abbattuta intorno al 1950, venne sostituita nel 1961 dalla Cappella attuale, posta presso l’ingresso delle Scuole di Angera.

Cappella di San Rocco

La Cappella si trova nell’area dell’antico cimitero di Capronno del 1786, sostituito da quello attuale realizzato nel 1858. Si trattava forse originariamente di una edicola cimiteriale dedicata alle vittime della peste o realizzata per loro in onore di San Rocco, protettore degli appestati.