Ludovico il Moro (di Andrea Ravo Mattoni)

Sito n. 56 del Museo Diffuso
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Particolare dellaffresco di Casa Forni raffigurante il ritratto con armatura di Ludovico Maria Sforza detto il Moro allinterno di una ghirlanda. Andrea Ravo Mattoni, 2019, bombolette spray su tela in pvc, 1,3 x 1,3 m. Laffresco è stato recentemente riscoperto e restaurato in occasione di lavori di ristrutturazione di Casa Forni, in Via Greppi, e non è accessibile al pubblico. Si trova in una sala del primo piano che presenta una decorazione su tutti e quattro i lati, nella parte sommitale della parete. Sono raffigurati, allinterno di ghirlande, ritratti di uomini e donne appartenenti a famiglie nobiliari del territorio, affiancati dai propri stemmi araldici, tra cui Castiglioni, Besozzi e Sforza; ad essi si aggiunge il ritratto dellimperatore romano Nerva, forse da associare ad alcune leggende legate alla famiglia Sforza. Tra i ritratti è possibile riconoscere Francesco I Sforza, Bianca Maria Visconti e Ludovico Maria Sforza, detto il Moro. Lanalisi degli stemmi e dei ritratti suggerisce una datazione alla fine del 1400, appena prima della caduta di Ludovico il Moro nel 1499. Sotto i ritratti e gli scudi la decorazione è completata da elementi vegetali uniti da nastri annodati, che sembrano richiamare gli affreschi realizzati da Leonardo da Vinci nella Sala delle Asse al Castello Sforzesco di Milano. Lipotesi emersa dai primi studi, suggerisce che la casa possa essere appartenuta a Ettore Besozzi e Clara Castiglioni e che gli affreschi siano stati realizzati in occasione delle loro nozze. La presenza di stemmi e ritratti sforzeschi potrebbe indicare che ledificio abbia anche ospitato il Capitano del Lago, un magistrato incaricato di controllare le sponde del Verbano per conto del duca di Milano. I possedimenti viscontei del lago, inclusa la Rocca di Angera, erano infatti passati nel 1447 alla Famiglia Borromeo. Ludovico il Moro cercò di recuperare il controllo del ducato sul Maggiore ponendo ad Angera il Capitaneato, nominandola città nel 1497 e quindi garantendo al borgo lautonomia dai Borromeo: le città non potevano infatti essere infeudate. Il Moro concesse inoltre agli Angeresi la possibilità di svolgere mercato e due fiere annuali, una dedicata al bestiame, in primavera, e una in settembre per festeggiare la vendemmia, celebrata ancora oggi con sfilate di carri vendemmiali. Gli affreschi sono in corso di studio. Vedi sito n. 8 del Museo Diffuso di Angera – www.angera.it

Indirizzo:
Via Greppi, Angera, 21021

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