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Anche un piccolo borgo può risvegliare curiosità assopite e interessi non rivelati, stimolare il palato con sapori locali, offrirti prodotti inconsueti e far vibrare note incantate. Ad Angera puoi trovare innumerevoli eventi tra cui conferenze, concerti, mostre, feste antiche, capaci di aprire nuove finestre anche nella tua mente.

Qui trovi il calendario aggiornato degli eventi angeresi.

ultima modifica: Rossella Gnocchi  11/06/2019

Quaestio de aqua et terra.

“Quaestio de aqua et terra” alla Rocca di Angera - (Another) Question of the Water and the Land

é la nuova mostra d'arte contemporanea presso l'Ala Scaligera in Rocca di Angera, che raccoglie opere di artisti nazionali ed internazionali: Marina Abramovic, Gino De Dominicis, William Kentridge, Anselm Kiefer, Joseph Kosuth, Hendrik Krawen, Domenico Antonio Mancini, Marzia Migliora, Wael Shawky, Haim Steinbach, Gian Maria Tosatti, Gilberto Zorio.

Continua il progetto artistico promosso dai Principi Vitaliano e Marina Borromeo all’interno del castello angerese, organizzato quest’anno in collaborazione con la Galleria Lia Rumma a cura di Andrea Viliani, direttore del Madre-Museo di Arte Contemporanea Donnaregina di Napoli.

Per il secondo anno consecutivo gli spazi restaurati dell’Ala Scaligera diventano luogo di incontro tra arte del passato e del futuro. La mostra s’intitola Quaestio de aqua et terra. (Another)Question of the Water and the Land rifacendosi alla disputa (quaestio disputata) tenuta da Dante Alighieri nel 1320 a Verona. Una scelta, quella del curatore, che introduce al tema centrale della mostra – il rapporto tra l’acqua e la terra –, ed indica la modalità in cui le opere sono state selezionate e presentate per affermare un dialogo tra loro. L’allestimento evoca infatti un continuo confronto fra  visioni e interpretazioni sul significato che oggi elementi come l’acqua e la terra possono rappresentare nella cultura e nelle società globalizzate e digitali contemporanee.

La mostra trae quindi ispirazione dal metodo d’inchiesta tipico della disputa medievale, e si predispone come un'indagine di “cosa possa significare oggi muoversi fra terre e acque, in un'epoca di migrazioni e conflitti, di connessioni e contaminazioni, di diaspore e contro-diaspore, al termine dell'era analogica e all'inizio di quella digitale” (A. Viliani).

Un punto di domanda sospeso sulle contraddizioni e le potenzialità che il rapporto fra l'acqua e la terra generano nel presente, così come nel passato, a cui le opere degli artisti in mostra rispondono, con le loro possibili interpretazioni, articolando fra loro pittura, scultura, fotografia, video e installazione. Artisti: Marina Abramovic, Gino De Dominicis, William Kentridge, Anselm Kiefer, Joseph Kosuth, Hendrik Krawen, Domenico Antonio Mancini, Marzia Migliora, Wael Shawky, Haim Steinbach, Gian Maria Tosatti, Gilberto Zorio.

Nell’olio su tela soviel wie möglich, il pittore tedesco Hendrik Krawen introduce gli immaginari ibridi della globalizzazione in una ricerca puntuale che inserisce l’umano in un sistema di inter-e- iper-connessione, user friendlyall-in-one, H24, 4.0... 

Nell‘installazione Sospendete quello che state facendo (#A) Marzia Migliora condivide un messaggio di urgenza, che è anche di calma: nella traduzione visiva in codice Morse della bandiera X-Ray, l'artista ci fornisce un segnale che orienti  tra identità e alterità, fra il presente dell'esperienza e il passato della memoria, fra i sentimenti e gli ideali che contribuiscono a costituire il nostro mutevole essere al mondo.

In Senza titolo (cartina ODM) Domenico Antonio Mancini incide su un parquet la mappa di un naufragio, quello della motonave Jolly che si spiaggiò sulla costa di Amantea e rivelò un sistema di traffici illegali connessi allo smaltimento di rifiuti tossici lungo le coste dell'Italia Meridionale. L'artista non ne fa un'occasione di denuncia ma un atto di pietas, si concentra non su ciò che è pubblico ma su ciò che è omesso, sommerso, dimenticato.

In relazione ai fenomeni migratori che dall'Africa si sono rivolti nell'ultimo decennio verso le coste dei paesi europei si definisce anche la ricerca alla base di Jungle di Gian Maria Tosatti, progetto che nasce dal lavoro "sul campo" della Jungle di Calais. Su un piano di ardesia poggiano le pietre della Jungle che l’artista ha dipinto con i colori dell'arcobaleno – codice condiviso del dialogo intrapreso – insieme a un paio di scarpe, ancora sporche dagli schizzi di colore impressi durante l'esperienza comune.

Nella video-performance Stromboli Marina Abramovic rimane distesa, immobile, nelle acque dell'isola siciliana, che si rivela un luogo primordiale, dalla natura implacabile nella sua energia generativa e sorgiva, a cui la comunità reagisce assecondando precise regole di convivenza. Il corpo dell’artista-performer è esposto inerme all'energia delle stesse forze, si immerge nel loro controllo, perdendo il proprio, fino a fondersi con esse.

Haim Steinbach ci conduce con Capri Suite su un'altra isola del Mediterraneo, l‘isola Azzurra, indicata dall'artista come un significato e una rappresentazione plurimi: il mare che la circonda e il suo orizzonte mobile, il suo essere stata oasi di fuga e luogo dell'anima per rivoluzionari ed esteti, il suo essere diventata meta di turismo consumistico. Una realtà che è al contempo un'astrazione.

Ciotola fluorescente di Gilberto Zorio – composta da una ciotola in fibrocemento coperta da un foglio di plastica in cui sono immerse una spugna di mare, dell'acqua e della fluoresceina – si dispone come evocazione materico-processuale di un paesaggio naturale, di cui rivela le forze in atto, come strumento di misurazione e comprensione del mondo, per viaggiatori nel tempo e nei segreti della materia naturale.

Anselm Kiefer è presente in mostra con tre opere, intese come atti di catarsi, rappresentazioni allegoriche e processi alchemici, palinsesti eroici di dilemmi storici collettivi e ferite dell'intimità personale. Nel dipinto Aino (analogo a The Three Swans-Maidens) viene messo in scena il tragico finale di una leggendaria eroina nordica. Nella vetrina die Argonauten - das goldene Vlies l'artista ricrea il sito presso il quale l'eroe Giasone e i suoi compagni di viaggio avrebbero ritrovato, in Colchide, il Vello d’oro, re-immaginandolo arato, simbolicamente, dai soldati del secondo conflitto mondiale, moderni Argonauti.

Anche William Kentridge rende la memoria presente, mentre l'impegno politico e civile si articola nella dimensione poetica ed estetica. South Polar Regions (2016) è un arazzo tessuto e ricamato a mano: su uno sfondo di carte geografiche e frammenti di testi antichi si stagliano alcune sagome di individui indistinti in perpetuo cammino: scoperta ma anche fuga ed esodo, entusiasmo ma anche fatica (amplificata dall'atto del trascinare con sé gli oggetti più cari e identificanti), flusso di storie che, nel loro insieme, compongono il racconto della Storia...

Cabaret Crusades: A Passage to Galata (2018) è una scultura in bronzo dipinto di Wael Shawky, autore di un costante storytelling che attraversa il tempo per evocare i confini di una realtà al contempo storica e immaginaria, in cui l'artista rimette in scena i caratteri della tradizione religiosa, storico-politica e artistica medio-orientale nel suo rapporto con la contemporaneità. Nelle sue sculture Shawky modella esseri polimorfi, creature fiabesche trasformandole in torri o navi che solcano un Mediterraneo incantato, dove, per ogni guerra combattuta, altrettante culture si sono affrontate e idee affermate.

In Ulysses, 18 Symbols Joseph Kosuth ha isolato diciotto parole-scene dai capitoli che compongono l'Ulisse di James Joyce, storia di una giornata, il 16 giugno 1904, di alcuni cittadini dublinesi, Leopold Bloom (nuovo Ulisse), la moglie Molly (nuova Penelope) e l'alter-ego dell'autore, Stephen Dedalus (nuovo Telemaco). Come per Joyce il linguaggio si rende autonomo dalla funzione narrativa, analogamente per Kosuth il significato non dipende più dalla sua formalizzazione esteriore, ininfluente rispetto all'affermazione del significato stesso, in cui l'opera si separa dall’estetica intesa “sensazione” e diviene asserzione critica, queastio in quanto tale.

Tentativo di far formare dei quadrati invece che dei cerchi attorno ad un sasso che cade nell'acqua è il titolo dell'immagine fotografica in cui Gino De Dominicis riflette sulla compenetrazione – che nel flusso della vita umana ci appare una contraddizione irrisolvibile – fra tempo ed eternità, a suo modo indicando ciò che solo alla conoscenza divina era concesso, nelle quaestiones medievali: conoscere la verità...

Inclusa anche quest’anno nel calendario degli eventi Miart, la mostra all’Ala Scaligera si conferma un appuntamento importante con la creazione e la riflessione artistiche contemporanee, che fa della Rocca di Angera meta ideale per un pubblico sempre più ampio.

Biglietti ingresso: incluso nel biglietto d’ingresso della Rocca di Angera.                 

Intero €10; Ridotto €6. Gratuito 0-6 anni non compiuti.

Orario di apertura: 10.00-16.30 (ultimo ingresso).

Main sponsor Aon S.r.l., Apice S.p.a., Cantine Ferrari.

Ufficio Stampa

Giorgia Meretti: g.meretti@isoleborromee.it   338.6727571

Diletta Pasetti: d.pasetti@isoleborromee.it     338.7302146

Foto da Archivio Borromeo

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