ultima modifica: Nadia  28/04/2017

La croce di Prà di Oss

(XVIII secolo)

La Croce in ferro battuto venne eretta per ricordare i morti a seguito di epidemie, fino agli anni ’50 del Novecento passava di qui una processione e la Croce veniva infiorata e benedetta.

 

La zona chiamata Prà di Oss, da cui deriva anche il nome della Via Prato delle Ossa, si trova un poco isolata rispetto al centro del borgo, fuori dalle mura cittadine. La tradizione vuole che durante le epidemie venissero erette in quest’area le baracche per il ricovero degli appestati e che nelle immediate vicinanze di tale ‘lazzaretto’ fossero sepolti i poveri sfortunati colpiti dal morbo. Le epidemie furono relativamente frequenti nell’epoca antica, anche ben prima della Peste descritta da Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi. Un altro lazzaretto sembra infatti sia stato eretto in occasione delle epidemie seicentesche anche in zona Ca’ da l’Angiola – presso Fontana Ciosa. A ricordo dei morti di peste fu poi collocata la Croce in ferro battuto che si trova ancora oggi presso l’incrocio tra via Prato delle Ossa e Via Soldani, sul lato verso il lago. In passato la domenica successiva al Primo Novembre, al termine dei Vespri, la Comunità angerese si recava in processione fino al Bettolino, tra Via Matteotti e Via San Martino, e percorreva la Via Prato delle Ossa fino alla Croce, che veniva infiorata per l’occasione. Il prete, con Piviale nero, si fermava all’altezza della Croce a recitare Salmi e Orazioni, la aspergeva con acqua santa e impartiva la Benedizione.

Tale tradizione si è protratta fino alla metà degli anni ’50 del Novecento.

Nel 1995 l’associazione Storica Archeologica Mario Bertolone di Angera fece restaurare la Croce dalla ditta Colombo di Angera. 

Il testo è stato redatto con la collaborazione di Remo Cardana.

The Cross of Prà di Oss

(18th century) 

This wrought iron cross was erected in memory of those who died in past epidemics. Until the 1950s the cross was decorated with flowers and blessed during a religious procession.

 

The area called Prà di Oss (after which the road Via Prato delle Ossa is named) lies outside the town wall, at some distance from the centre. Tradition has it that during plague epidemics shacks were built here to shelter the sick and that the unfortunates who succumbed to the disease were buried near this sort of isolation hospital. Epidemics were quite frequent in the past, from well before the plague described in Alessandro Manzoni's The Betrothed. Another such hospital is said to have been erected during the 17th century outbreaks in the Ca’ da l’Angiola area – near Fontana Ciosa. A wrought iron cross was set up in remembrance of plague victims; it still stands at the crossroads between Via Prato delle Ossa and Via Soldani, on the side towards the lake. In the past, on the Sunday following 1st November after evening prayers, the people of Angera went in procession to the Bettolino, between Via Matteotti and Via San Martino, and down Via Prato delle Ossa to the cross, which was decorated with flowers for the occasion. The priest, in his black cope, stopped beside the cross to recite psalms and prayers, then sprinkled it with Holy Water and gave a benediction.

This tradition continued until the mid-1950s.

In 1995 the Mario Bertolone History and Archaeology Association of Angera commissioned the restoration of the cross by the Angera firm of Colombo. 

 

The text was written with the help of Remo Cardana.

 

 

 

 

Risultato
  • 4
(1 valutazione)


Sguardi su Angera

Come raggiungerci

Vai alla mappa

Teniamoci in contatto

Portale internet realizzato da Progetti di Impresa Srl Copyright © 2016

| Note legali | Privacy Policy | Cookie Policy | Credits |
Regione Lombardia