ultima modifica: Nadia  28/04/2017

Il Fanciullo di Angera

(2016)

Riproduzione con la tecnica dei colori spray del dipinto di Caravaggio (1571-1610) Il fanciullo con canestra di frutta, realizzata dall’artista Andrea RAVO Mattoni in occasione del Settembre Angerese 2016, nell’ambito del suo progetto Una Pinacoteca a cielo aperto. L’opera è stata realizzata grazie al contributo della Famiglia Tedeschi e della comunità angerese.

 

Nel Marzo del 2016 alcuni muri del centro storico erano stati imbrattati da scritte inneggianti il fascismo.

Il Comune ha quindi invitato Andrea Ravo Mattoni a trasformare la bruttezza di quei muri e di quel gesto, in un’occasione per inneggiare alla bellezza, ad una bellezza monumentale, universale, da condividere con tutta la cittadinanza e capace di trasformare radicalmente l’aspetto della piazza e della via in cui si trova.

La Famiglia Tedeschi, proprietaria dell’immobile scelto per la realizzazione dell’opera, ha aderito e cofinanziato l’iniziativa. La dittta Nuova Clean ha fornito l’elevatore, Valentino ha offerto la preparazione del muro, i commercianti della via Greppi e l’Associazione ProLogo hanno contribuito con beni e strumenti alla buona riuscita dell’inaugurazione.

Andrea Ravo Mattoni, nato a Varese nel 1981 in una famiglia di artisti, frequenta l’Accademia di Belle Arti di Milano e dopo numerose esperienze artistiche nel contesto lombardo e nazionale, sviluppa nel 2016 il progetto Una Pinacoteca a cielo Aperto. L’intenzione è quella di riportare all’attenzione di tutti dipinti che hanno fatto la storia dell’arte, per riscoprire il classicismo in tutte le sue espressioni. Ogni autore e ogni opera scelta ha un preciso legame con il territorio in cui viene riprodotta. La performance diventa così occasione di dialogo diretto con il territorio. Il luogo diventa parte integrante del progetto e elemento capace di attribuire nuovi significati all’esperienza della visione di quelle opere. Obiettivo del progetto artistico di Ravo è incuriosire e avvicinare più Persone possibili alla forza e alla bellezza dell’arte: portare i dipinti in strada e all’attenzione della strada, facendo al tempo stesso un’operazione tipica dell’arte contemporanea e postmoderna. Il progetto intende proporre una sorta di collezione d’arte, fino ad oggi esposta e “rinchiusa” nelle sale dei più grandi musei del mondo. Non per sostituire ma anzi per esaltare il ruolo dei musei, per dar loro nuova visibilità.
Al tempo stesso l’obiettivo è quello di risvegliare l’interesse culturale verso i territori dove i dipinti vengono riprodotti. Altre opere dell’artista sono in Sicilia, Lazio, Sardegna e sono previste in molti altri siti nazionali e internazionali (www.andrearavomattoni.com).

La scelta dell’amministrazione e dell’artista è ricaduta su un’opera di Caravaggio, che rappresenta uno dei massimi vertici dell’arte lombarda, e sul Fanciullo con Canestra di frutta, un vero e proprio invito a godere dei frutti e delle bellezze della natura e del paesaggio angerese, un cesto carico di grappoli, un modo per celebrare la vendemmia, protagonista di una festa, il Settembre Angerese, che rivive dal 1497, quando Ludovico il Moro concesse alla Città il diritto di mercato e di due fiere annuali.

L’opera di Caravaggio

Il Fanciullo con Canestra di frutta è esposto presso la Galleria Borghese di Roma, è una delle prime opere eseguite a Roma dal giovane Caravaggio che, terminato da poco l’apprendimento milanese presso Simone Paterzano, viene per breve tempo in contatto con la fiorente bottega di Giuseppe Cesari, il Cavalier d’Arpino. È un periodo intenso, di grande stimolo, in cui vanno definendosi le caratteristiche essenziali della sua pittura: l’amore per il dettaglio, l’attenzione al vero, l’utilizzo di una luce che scolpisce, una tavolozza di colori decisi. Lo stesso Caravaggio non ha dubi nel definire ottimo pittore “solo colui che sappia dipingere bene le cose naturali”. In quest’opera, realizzata nel 1593, straordinaria per la sua precocità, ci sono già tutti questi elementi: un fanciullo,  dall’espressione dolcemente languida, regge un cesto ricolmo di frutta, che risalta sul bianco della camicia, “acceso” dalla luce che entra dall’alto a sinistra. Mele, fichi, uva, melograni, le foglie, l’intreccio del vimini del cesto: tutto è reso con meticolosità sapiente, che contrasta con i contorni più sfumati, delicati, del giovane, come se la macchina da presa del regista avesse messo a fuoco solo il primo piano. Sul muro di fondo invece, l’ombra proiettata da un ostacolo di cui ignoriamo la forma, evoca, forse non per caso, un paio di effimere ali, a incorniciare la figura di quest’angelo di sensuale mollezza, che sembra sul punto di confidarci qualcosa. Il gioco dei colori è simile a un contrappunto musicale, che rimanda dal bianco della camicia al nero intenso degli occhi e dei capelli, ai colpi di luce sui chicchi d’uva, al colore opaco delle foglie e del fondo, ai rossi, ai bruni, ai verdi.

Nel Fanciullo sono evidenti gli elementi della formazione giovanile del pittore: l’influenza manierata del Peterzano, le luci brillanti del Lotto, la pastosità del Savoldo, la conoscenza della pittura veneta e fiamminga, ma soprattutto l’amore per la realtà, cifra stilistica fondamentale di tutta l’arte lombarda e forse anche oggi elemento tipico della personalità di chi abita questi territori.

L’inaugurazione

Il Dipinto è stato inaugurato il 24 Settembre 2016. La presentazione è stata condotta, alla presenza dalle autorità locali, dall’artista Anita Romano, attrice e cantante, che ha dedicato al Fanciullo di Angera una canzone di Eden Ahbez il cui testo evocativo rivela anche il messaggio e la finalità dell’intervento culturale e sociale voluto e realizzato dall’Amministrazione comunale per il bene della cittadinanza.

 

There was a boy
A very strange enchanted boy
They say he wandered very far, very far
Over land and sea
A little shy and sad of eye
But very wise was he

 

And then one day
A magic day he passed my way
And while we spoke of many things
Fools and kings
This he said to me

 


The greatest thing you'll ever learn
Is just to love and be loved in return

C'era un ragazzo

Un ragazzo molto strano e incredibile

Si diceva che avesse viaggiato lontano,

vagabondando oltre le terre e gli oceani

Era un po' timido e con una vena di tristezza in fondo allo sguardo, ma anche era molto saggio

 

E quel ragazzo un giorno

Un magico giorno incrociò il mio cammino

E Mentre parlavamo di molte cose

Di buffoni e di Re,

di potenti e di poveracci mi disse:

 

La cosa più grande che tu possa mai imparare

È amare  ed essere amato

 

 

Il testo è stato redatto con il contributo di Carlotta Collarin, storica dell’arte.

 

Il Fanciullo di Angera

(2016)

Reproduction of the painting Boy with a Basket of Fruit by Caravaggio (1571-1610) using the ‘spray colours’ technique, produced by the artist Andrea RAVO Mattoni for the Angera September 2016 festival, as part of his project Una Pinacoteca a cielo aperto (An Open-air Art Gallery). The work was funded by the Tedeschi family and the Angera community.

 

In March 2016 Fascist slogans were written on several walls in the town centre.

The council invited Andrea Ravo Mattoni to transform the ugliness of this gesture and the defaced walls into a celebration of beauty, a memorable, universal beauty that would be shared by the entire community and would radically change the appearance of the square and road where it was situated.

The Tedeschi family, owners of the property chosen as the location of the work, encouraged and co-funded the initiative. The firm Nuova Clean supplied a mechanical elevator, Valentino prepared the wall surface, and the shopkeepers of Via Greppi and the Associazione ProLogo contributed goods and equipment for the inauguration ceremony.

 

Andrea Ravo Mattoni was born in Varese in 1981 into a family of artists and attended the Milan Accademia di Belle Arti; after numerous artistic experiences in Lombardy and elsewhere in Italy, in 2016 he developed the project Una Pinacoteca a cielo Aperto (An Open-air Art Gallery), with the aim of bringing to public attention paintings of particular importance in art history and encouraging the rediscovery of a wide range of classical works. Each painter and picture chosen has a specific connection with the local area where it is reproduced. The execution of each work is thus an act of direct dialogue with the locality, which becomes part of the project itself and a component able to contribute additional meanings to the experience of contemplating the reproductions. The purpose of Ravo's artistic project is to interest and involve as many people as possible in the strength and beauty of art: bringing paintings out into the open where everyone can see them, but using methods typical of contemporary and postmodern art. The aim is to propose a sort of art collection featuring works that until now have been displayed – and locked up – in the rooms of the world's great museums. It is not an attempt to substitute these, but rather to enhance them, giving them a new visibility.
An additional objective is to reawaken cultural interest in the areas where the paintings are reproduced. Other works by this artist may be found in Sicily, Lazio and Sardinia, and many more are planned in Italian and international locations (www.andrearavomattoni.com).

 

The council and artist chose a work by Caravaggio, one of Lombardy's greatest painte Boy with a Basket of Fruit, a stirring invitation to enjoy the fruits and beauty of Angera's natural resources and landscape, a basket full of grapes, a celebration of the grape harvest and protagonist of a festival – the Settembre Angerese – that harks back to 1497, when Ludovico il Moro granted the town the right to a market and two annual fairs.

 

The work by Caravaggio

The Boy with a Basket of Fruit is displayed in the Galleria Borghese in Rome; it was one of the first pictures painted in Rome by the young Caravaggio who, after finishing his apprenticeship in Milan under Simone Paterzano, was briefly associated with the flourishing workshop of Giuseppe Cesari, the Cavalier of Arpino. It was an intense and stimulating period which defined the essential characteristics of his painting: attention to detail, naturalism, the dramatic use of light, and a palette of bold colours. Caravaggio himself defined a good painter as “only he who knows how to paint natural things well”. This highly precocious work, executed in 1593, already contains all of these features: a boy, with a gently languid expression, holds a basket filled with fruit, which stands out against his white shirt, brightened by light coming from the upper left. Apples, figs, grapes, pomegranates, leaves, and the weave of the wicker basket, all are depicted with meticulous skill, and contrast with the softer, more delicate contours of the young man, as though a camera had been focused on the foreground. On the wall behind there is a shadow made by an object of unknown shape which – perhaps not by chance –  evokes the form of a pair of ephemeral wings that frame this sensually soft, angelic figure, who seems about to confide in us. The play of colours resembles a musical counterpoint, moving from his white shirt to his deep black eyes and hair, and on to the highlights on the grapes, the dull colours of the leaves and background, to the reds, browns and greens.

The work shows clear signs of the painter's formative influences – the Mannerism of Peterzano, Lotto's bright illumination, Savoldo's mellowness – and his knowledge of Veneto and Flemish painting, and above his love of realism, a style fundamental to all Lombard art and perhaps still today typical of the characters of those who live in the area.

 

The inauguration

The painting was inaugurated on 24th September 2016. The ceremony was attended by representatives of the local authorities and conducted by the artist, actress and singer Anita Romano, who dedicated to the Fanciullo di Angera an evocative song by Eden Ahbez which highlights the message and purpose of this cultural and social initiative, planned and brought to fruition by Angera council for the good of the local community.

 

There was a boy
A very strange enchanted boy
They say he wandered very far, very far
Over land and sea
A little shy and sad of eye
But very wise was he

 

And then one day
A magic day he passed my way
And while we spoke of many things
Fools and kings
This he said to me


The greatest thing you'll ever learn
Is just to love and be loved in return

C'era un ragazzo

Un ragazzo molto strano e incredibile

Si diceva che avesse viaggiato lontano,

vagabondando oltre le terre e gli oceani

Era un po' timido e con una vena di tristezza in fondo allo sguardo, ma anche era molto saggio

 

E quel ragazzo un giorno

Un magico giorno incrociò il mio cammino

E Mentre parlavamo di molte cose

Di buffoni e di Re,

di potenti e di poveracci mi disse:

 

La cosa più grande che tu possa mai imparare

È amare  ed essere amato

 

 

The text was written with the help of the art historian Carlotta Collarin.

 

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