ultima modifica: Nadia  28/04/2017

Il 13° Battaglione Cecoslovacco ad Angera

1919

 

Angera ricorda i soldati cecoslovacchi che combatterono al fianco delle truppe italiane durante la Prima Guerra mondiale e che furono di stanza nella Corte dei Cardana.

In via Paletta si apre la Corte dei Cardana, detta anche curt da bass  (cortile inferiore) per distinguerla dalla curt da sura (cortile superiore), situata nell’attuale via Mario Greppi. Su un muro che si affaccia sulla Corte dei Cardana compare parte di uno stemma e di una scritta, dipinta dai soldati cecoslovacchi in addestramento ad Angera. 

Il dipinto non è facilmente visibile, ma ne esistono ancora riproduzioni che permettono di ricostruire il testo completo che, tradotto in italiano, recita:

 

Salve - Lunga vita alla Repubblica Cecoslovacca 13 Battaglione, terza compagnia, anno 1919

 

La testimonianza rievoca un momento particolare della storia della Prima Guerra mondiale. Dal 1917 infatti molti prigionieri e disertori cechi e slovacchi, dichiararono di opporsi alle alleanze militari sancite dai loro governanti, e di voler entrare a far parte dell’Intesa e combattere contro gli austro-ungarici. Molti di loro entrarono quindi nelle file dell’esercito italiano e di quello francese.

I cecoslovacchi portavano la divisa italiana con il cappello alpino e avevano le mostrine con i due colori rosso e bianco.

Tra il 1918 e il 1919, i soldati della II Armata Territoriale Cecoslovacca, composta da circa 40.000 uomini, furono mandati in addestramento nella provincia di Varese.

Tra Gennaio e Giugno del 1919 il 13° Battaglione Cecoslovacco fu di stanza ad Angera, anch’essi indossavano la divisa italiana, ma senza il cappello degli alpini.

I militari cechi e slovacchi furono accolti con simpatia dalla popolazione locale, venivano invitati a feste e sagre e spesso, nelle ore di libera uscita, aiutavano i contadini nei lavori dei campi.

Durante la permanenza ad Angera organizzarono una serata di beneficienza e raccolsero 157 lire da devolvere all’assistenza ai poveri e agli ammalati di Angera. Per ringraziarli il 9 Giugno del 1919, gli angeresi regalarono ai militari in partenza una bandiera.

Sembra che fossero particolarmente simpatici alle ragazze del posto, tanto da far preoccupare il parroco di Angera, e molte famiglie mantennero negli anni una significativa corrispondenza epistolare. Un esempio è una lettera del 1935 di un soldato che trascorse 5 mesi ad Angera nel 1919, indirizzata al Sindaco di Angera:  Al Signor Comandante della Città di Angera. Il primo cento saluti per tutti i Angeresi e ricorda poi la famiglia di Maria Baranzini.

Della loro permanenza ad Angera oltre alla scritta e ad alcune foto e documenti d’archivio, rimane il nome dialettale di un fungo dei nostri boschi. Seguendo le loro abitudini alimentari, i cecoslovacchi raccoglievano infatti nei boschi alcuni funghi detti bausit che gli angeresi non ritenevano commestibili a causa del loro aspetto viscido. Vedendo che i soldati se ne cibavano senza problemi anche i locali cominciarono a raccoglierli e a cucinarli, tanto che ancora oggi vengono chiamati Sluach.

 

Tre soldati cecoslovacchi morirono durante l'addestramento, e furono sepolti al cimitero di Angera, furono traslati dopo qualche anno al Cimitero Cecoslovacco di Solbiate Olona.

 

Il testo è stato redatto grazie alla collaborazione di Remo Cardana e Luciano Besozzi.

 

13th Czechoslovak Battalion in Angera 

1919

Angera remembers the Czechoslovakian soldiers who fought alongside Italian troops during World War I and were stationed in the Corte dei Cardana.

Via Paletta is home to the Corte dei Cardana, also called curt da bass  (lower courtyard), to distinguish it from the curt da sura (upper courtyard) situated in what is now Via Mario Greppi. A wall facing the Corte dei Cardana bears part of a coat-of-arms accompanied by writing, painted by Czechoslovakian soldiers on training in Angera.

The painting is not easy to see, but there still exist reproductions that allow the reconstruction of the entire text, which reads, in English translation:

 

Hail – Long live the Czechoslovakian Republic 13th Battalion, Third Company, 1919

 

This document records a particular period during World War I. In 1917 many Czech and Slovakian prisoners and deserters declared their opposition to the military agreements sanctioned by their rulers, and expressed the wish to join the Allies in the fight against the Austro-Hungarians. Many therefore enrolled in the Italian and French armies.

The Czechoslovaks wore Italian uniforms with Alpine hats and a two-coloured insignia, red and white.

In 1918 and 1919 the soldiers of the 2nd Czechoslovakian Territorial Army, numbering about 40,000, were sent to train in the Province of Varese. Between January and June 1919 the 13° Czechoslovakian Battalion was stationed in Angera; the men wore Italian uniforms, but without the Alpine hat.

The Czech and Slovak soldiers were greeted with friendship by the local people; they were invited to parties and festivals, and often in their off-duty hours helped the farmers in the fields. During their stay in Angera they organized a fund-raising evening and collected 157 lire in donations to help Angera's poor and sick. In thanks, the inhabitants of Angera presented the soldiers with a flag when they departed on 9th June 1919.

They seen to have been particularly popular with the local girls, enough so to worry the local priest, and many families continued to exchange letters for years afterwards. An example is a letter written in 1935, by a soldier who spent 5 months in Angera in 1919, to the mayor of Angera:  To the Commander of the town of Angera. First a hundred greetings to all the people of Angera; he then mentions the family of Maria Baranzini.

In addition to the writing on the wall and some photographs and archive documents, Angera also remembers the soldiers' stay because of a dialect name given to a certain local mushroom. In accordance with their dietary customs, the Czechoslovaks gathered in the woods a kind of mushroom called bausit which the people of Angera considered inedible due to its slimy appearance. Seeing that the soldiers ate them without ill effects, the locals too began to collect and cook them – and today they are known as Sluach.

Three Czechoslovakian soldiers died during training and were buried in the cemetery of Angera; they were moved several years later to the Czechoslovakian cemetery at Solbiate Olona.

 

The text was written with the help of Remo Cardana and Luciano Besozzi.

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